Brand new me. Prologue.


Tutto è iniziato il giorno in cui sono nata a nuova vita. Libera dalla schiavitù cui ero costretta da anni, finalmente me stessa al cento per cento, sentivo di aver vinto alla lotteria dell’esistenza una nuova chance, e di non poterla sprecare. 

Dentro ero di sicuro una donna ormai adulta, e una persona migliore. Ma fuori non mi piacevo. Lo specchio mi rimandava un’immagine di quello che un tempo era stato un castello fiabesco, ora ridotto in rovina. Probabilmente ero, e sono tutt’ora, troppo dura con me stessa. Ma ciò che avevo davanti agli occhi era l’ombra della ragazza che ero stata, e nonostante non potessi dire di essere diventata un mostro, non tolleravo l’idea di essere esteticamente peggiore. 

La dura verità era che nell’andata all’inferno e ritorno le cicatrici erano rimaste anche sulla pelle, oltre che nell’anima. E quei segni erano lì a ricordarmi ogni santo giorno ciò che era stato. Non pretendevo certo di dimenticare, non sarebbe mai avvenuto. E nemmeno lo avrei desiderato. Come ho già detto, ero una donna migliore. Ed ero così positivamente cambiata che se mi avessero detto che tutto quel dolore sarebbe servito a questo, avrei certamente maledetto meno la sorte e sopportato più di buon grado i patimenti infernali.. L’unica soluzione possibile era far emergere esteriormente la bellezza interiore. Dovevo recuperare ciò che di buono c’era nel mio passato e fonderlo con ciò che di buono c’era nel mio presente. Un impasto che desse forma ad un’entità superiore alla precedente. Io ero la divinità e io dovevo sporcarmi le mani. 

Intrapresi così un viaggio a ritroso alla ricerca della persona che ero stata per riportare a galla i miei tesori nascosti. Cosa mi rendeva così speciale? 

Sarebbe stato un percorso faticoso. L’ennesimo. Ma se volevo davvero sfruttare appieno la mia seconda chance, era quella la strada che dovevo prendere. 

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Add a comment 6 febbraio 2013

Personal paradise


Ci sono luoghi, che una volta ti appartenevano, che sono così scolpiti nel tuo cuore da essere per sempre tuoi.
Ci ritorni nei sogni, e li trovi caldi, fioriti, abitati, come se nulla fosse cambiato.
Ti ci rifugi quando la realtà è dura e insopportabile, per riposare e prendere forza per proseguire nel cammino.
In quelle stanze, in quei prati, respiro ancora la presenza dei miei cari, il cammino è ancora acceso, e io corro felice. Per sempre.

Add a comment 15 novembre 2011

Cambiamento


Ti ricordi quando, l’anno scorso, in una notte come questa, ti ho chiamato, divorata dai miei demoni?
Adesso non ne ho più bisogno.

2 commenti 1 agosto 2011

Fear


“From beneath you, it devours”
Willow, Buffy The Vampire Slayer

Add a comment 1 agosto 2011

Fortezza


Rovisto fra scatole, scatoloni, bauli e macerie, in una enorme casa che sembra quasi un castello.
Mi perdo tra le stanze, alcune quasi vuote, altre colme.
Mi faccio strada scavando con le mani e con le unghie.
Trovo vecchi giocatoli ormai dimenticati. Vorrei portarli con me ma non posso, non c’è spazio più per loro.
Polvere e buio, o luce e aria fresca.
Qualcuno assalta il castello, ma io non ho paura, sento che è forte e reggerà.
Finalmente arrivo in cima.
Una enorme terrazza.
La guerra sotto infuria.
Ma io sono al sicuro.

Sorrido.

1 commento 26 luglio 2011

Gacela del recuerdo del amor


No te lleves tu recuerdo.
Déjalo solo en mi pecho,
temblor de blanco cerezo
en el martirio de enero.

Me separa de los muertos
un muro de malos sueños.
Doy pena de lirio fresco
para un corazón de yeso.

Toda la noche en el huerto
mis ojos, como dos perros.
Toda la noche, comiendo
los membrillos de veneno.

Algunas veces el viento
es un tulipán de miedo,
es un tulipán enfermo,
la madrugada de invierno.

Un muro de malos sueños
me separa de los muertos.
La niebla cubre en silencio
el valle gris de tu cuerpo.

Por el arco del encuentro
la cicuta está creciendo.
Pero deja tu recuerdo
déjalo sólo en mi pecho.

Federico Garcia Lorca

Add a comment 19 luglio 2011

El poeta pide a su amor che le escriba


Amor de mis entrañas, viva muerte,
en vano espero tu palabra escrita
y pienso, con la flor que se marchita,
que si vivo sin mí quiero perderte.

El aire es inmortal. La piedra inerte
ni conoce la sombra ni la evita.
Corazón interior no necesita
la miel helada que la luna vierte.

Pero yo te sufrí. Rasgué mis venas,
tigre y paloma, sobre tu cintura
en duelo de mordiscos y azucenas.

Llena, pues, de palabras mi locura
o déjame vivir en mi serena
noche del alma para siempre oscura.

(Federico Garcia Lorca)

Add a comment 19 luglio 2011

Casida del llanto


He cerrado mi balcón
por que no quiero oír el llanto
pero por detrás de los grises muros
no se oye otra cosa que el llanto.

Hay muy pocos ángeles que canten,
hay muy pocos perros que ladren,
mil violines caben en la palma de mi mano.

Pero el llanto es un perro inmenso,
el llanto es un ángel inmenso,
el llanto es un violín inmenso,
las lágrimas amordazan al viento,
no se oye otra cosa que el llanto.

Federico Garcia Lorca

Add a comment 19 luglio 2011

In living memory of Sissi


È passato un anno, ma ancora ti cerco, sovrappensiero. Il mio sguardo si posa nel tuo cantuccio, in cui nessuno si accoccola più. Con la coda dell’occhio mi pare di scorgerti, che zampetti vivace in giardino.
Resta solo immenso vuoto, che nessuno più ha colmato.

Add a comment 19 luglio 2011

Nutrimento


Ogni libro che leggo, ogni film che vedo, ogni videogioco a cui gioco, serve a nutrirmi di sogni.

2 commenti 19 luglio 2011

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